Abbigliamento - Associazione Famiglia e Alzheimer Vigevano

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Invece di chiedere a mia sorella "Che cosa vuoi metterti oggi?" stendo sul letto due tipi di abbigliamento e le chiedo quale preferisce indossare.
Ogni volta che andavo a trovare mia madre, la trovavo sempre vestita allo stesso modo. Aveva nell'armadio una quantità di altri vestiti, ma non voleva indossarli. Litigavamo, quando cercavo di convincerla a cambiarsi d'abito. Così le comprai altri indumenti uguali a quelli che le piacevano. Lei non si accorge quando io li sostituisco. Ora è più in ordine e siamo entrambe più rilassate, dal momento che ho smesso di sgridarla.



Per i malati di demenza è spesso difficile vestirsi, a causa della perdita di memoria (ad es. non ricordano in che ordine indossare gli indumenti) e di problemi fisici (ad es. difficoltà a maneggiare i bottoni). Talvolta, per l'assenza di motivazione, perdono interesse a vestirsi bene o addirittura si rifiutano di cambiare i loro indumenti. Questo atteggiamento può amareggiare il familiare, tanto più quando il malato era una persona che teneva al proprio aspetto esteriore. Inoltre, è probabile che ci voglia sempre più tempo per aiutarlo a vestirsi e questo può interferire con i nostri impegni quotidiani. Tuttavia, ci sono alcuni accorgimenti utili per aiutare il malato a far da solo il più a lungo possibile e a riguadagnare o mantenere la propria autostima, riducendo il peso per chi assiste.

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Come aiutare il malato a vestirsi


  • Cercare di aiutarlo, incoraggiarlo e rassicurarlo dandogli il tempo sufficiente per vestirsi

  • Limitare la scelta degli indumenti

  • Sostituire con discrezione gli indumenti

  • Semplificare le operazioni di trucco per le donne


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Come aiutare il malato a vestirsi

Cercare di aiutarlo, incoraggiarlo e rassicurarlo dandogli il tempo sufficiente per vestirsi
Ci sono diversi modi in cui possiamo aiutarlo, ad es. incitandolo, spiegandogli quello che deve fare, mostrandogli come, aiutandolo materialmente, porgendogli i vestiti nell'ordine in cui vanno indossati, ecc. È importante dare soltanto l'aiuto necessario, così che il malato mantenga un certo grado di indipendenza e non perda l'incentivo a provare. Se sbaglia ripetutamente, è naturale che perda interesse a provare. Per questa ragione, è importante concedergli il tempo sufficiente per vestirsi, incoraggiarlo ad andare avanti e rassicurarlo. Bisogna cercare di non sottolineare gli errori, ma può essere possibile, in certi casi, sdrammatizzare con un sorriso. Se ha perso la motivazione, può essere d'aiuto un complimento ogni tanto. Notare che ha fatto bene una cosa e darsi la pena di rilevarlo può aumentare l'interesse del malato a provare.

Limitare la scelta degli indumenti
Limitare la scelta a non più di due abiti, può contribuire a ridurre stress e confusione. Quando scegliamo un abito, dobbiamo tenere presente la personalità, lo stile e le abitudini del malato. Per esempio, un uomo abituato a indossare giacca e pantaloni può trovarsi a disagio con un paio di jeans o una tuta sportiva. Allo stesso modo, certe donne possono essere contrarie a indossare i pantaloni. È utile anche provvedere a togliere dal guardaroba gli abiti non adatti, per evitare che il malato voglia indossare abiti estivi in inverno o viceversa. Certi tipi di abbigliamento, di accessori e di chiusure possono essere difficili da usare per il malato di demenza. Tuttavia, se riusciamo ad adattare gli abiti o a sceglierne di nuovi più facili da indossare, egli avrà maggiori probabilità di arrangiarsi da solo e l'assistenza sarà più facile. L'elenco presentato nella Tabella 2 fornisce alcune linee-guida. Se osserviamo che certi articoli di vestiario creano sempre problemi, dobbiamo trovare un'alternativa. Per esempio, se il malato ha difficoltà con i lacci delle scarpe, potremmo sostituire le scarpe con dei mocassini, oppure aiutarlo ad allacciarle. Se poi la persona ama particolarmente le scarpe con i lacci, possiamo cercare un modello che le porti soltanto come ornamento.


Tabella 2 - La scelta degli indumenti

Sono utili

  • chiusure con velcro

  • cerniere lampo lunghe

  • scarpe tipo mocassino, senza lacci

  • fibbie o lacci ornamentali

  • gonne o pantaloni con elastico in vita

  • reggiseno che si allacciano davanti

  • abiti comodi con maniche larghe

  • pullover con il collo largo


Possono causare difficoltà

  • ganci o bottoni

  • cerniere lampo corte

  • scarpe con lacci

  • scarpe chiuse con fibbia

  • cinture

  • reggiseni che si allacciano sulla schiena

  • abiti stretti

  • calze con elastico (problemi di circolazione)


Sostituire con discrezione gli indumenti
Se troviamo difficoltà a convincere il malato a cambiarsi, possiamo forse sostituire mentre dorme gli abiti sporchi con altri puliti. Se questa operazione genera contrarietà o sospetti, conviene acquistare vestiti molto simili, in modo che non si accorga della sostituzione. Alcuni malati di demenza soffrono di incontinenza (vedi il capitolo "Incontinenza") e possono trovare particolarmente imbarazzante cambiarsi di fronte ad altre persone e per questo rifiutarsi di cambiarsi. Di fronte a questo tipo di "incidente", è sempre opportuno mantenere un atteggiamento comprensivo e indulgente.

Semplificare le operazioni di trucco per le donne

Molte donne non si sentono compiutamente vestite se non hanno messo un filo di trucco. Tuttavia, i sintomi della demenza possono rendere questa operazione piuttosto ardua. È facile che un uomo si senta incapace o inadatto in questo tipo di operazioni. Ma non è necessario conoscere perfettamente il trucco del viso per essere in grado di aiutare una donna malata di demenza. Può essere sufficiente consigliarle quale colore usare, ricordarle di adoperare il pennello o il bastoncino per le labbra, aiutarla ad aprire i contenitori e i tubetti e assicurarsi che il trucco sia steso in modo appropriato, così da evitare che formi delle macchie. Sarebbe utile riuscire a semplificare il procedimento e poi darle dei suggerimenti o l'aiuto necessario per finire il lavoro. Il risultato finale può non essere brillante, ma serve comunque a mantenere desto l'interesse per il proprio aspetto e a rafforzare l’autostima.

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